COSA FACCIAMO

PROGETTI IN CORSO

  • Avviamento Ospedale di Hured
  • Continuo sostegno ai bambini inseriti nel Progetto attraverso la promozione di adozioni e donazioni
  • Mantenimento in essere delle opere fin ora realizzate

PROGETTI COMPLETATI

  • Asilo (1992)
  • Strada Gunchirie – Hured (1993)
  • Pozzo per l’approvvigionamento di acqua (1993)
  • Scuole – primo edificio (1997)
  • Scuole – secondo edificio (2007)
  • Scuole – terzo edificio (2008)
  • Ponte di collegamento Gunchirie – Hured (2008)
  • Cisterna ed acquedotto per l’approvvigionamento di acqua potabile (2008)
  • Ospedale – primo blocco (2012)
  • Ospedale – secondo blocco (2015)
  • 6 Chiese di cui 1 per Hured, le altre per i villaggi vicini

ALTRE INIZIATIVE

Case per senzatetto: Progetto Briciola ONLUS nel corso degli anni ha destinato parte del proprio denaro per restituire dignità a molte famiglie senzatetto. Finora le case costruite apposta per loro sono oltre 30.

Sostegno agli anziani: molti anziani soli e malati hanno potuto ritrovare la gioia di vivere grazie ad aiuti economici che hanno permesso loro di costruire delle abitazioni, di pagare le cure mediche loro necessarie e di avere una coperta con cui coprirsi durante il freddo della stagione delle piogge.

Sostegno alle donne contro il prolasso uterino: questa malattia è uno dei flagelli peggiori per le donne Etiopi. Carenza di igiene in fase di parto e denutrizione sono spesso la causa della fuoriuscita dell’utero di donne giovani e meno giovani. Sul loro volto l’espressione di dolore è continua.

Ad oggi Progetto Briciola ONLUS ha contribuito interamente alle spese mediche di più di 160 operazioni chirurgiche. È nostra intenzione continuare questa battaglia soprattutto attraverso il progetto dell’Abinezer Enemor Hospital (inserire link).


LE STATISTICHE (Dati ufficiali*)

In Etiopia ogni mille bambini da 0 a 5 anni, ne muoiono 119. Ogni mille bambini nati vivi, 75 di loro smettono poco dopo di respirare; ma il 20% di coloro che rimangono in vita, causa il forte tasso di denutrizione (ne è vittima il 46% dell’intera popolazione etiope), nasce sottopeso (meno di 2.500 grammi).

Secondo una ricerca condotta fra il 1999 e il 2008 dall’UNICEF, il 53% dei bambini etiopi dai 5 ai 14 anni è impegnato in attività lavorative. Ai fini dell’indagine un bambino era considerato lavoratore se, fino agli 11 anni, compiva 28 ore o più di lavoro domestico e almeno 1 ora con finalità economiche, nell’arco di una settimana. Tra gli 11 e i 14, invece, era tale se accumulava 14 ore di attività economica o 42 ore totali di attività economica e domestica combinate. Questo a significare che l’impegno principale di un bambino etiope era, e continua ad essere, il lavoro e non la formazione della propria persona in tutte le sue sfere, da quella emozionale a quella affettiva, da quella intellettiva a quella spirituale.

L’UNAIDS, (Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno pubblicato i seguenti dati statistici:

  • numero stimato di bambini e adulti che convivono con l’HIV/AIDS: tra 880.000 e 1.100.000 persone (1,8% della popolazione etiope);
  • numero stimato di bambini affetti da AIDS: tra 80.000 e 100.000;
  • numero stimato di decessi a causa dell’AIDS nel 2007 (anno delle ultime rilevazioni sul campo): tra 57.000 e 77.000;
  • 650.000 sono invece i bambini e ragazzi rimasti orfani tra il 2001 e il 2007 a causa della terribile malattia dei genitori;
  • nella zona di Hured, nella provincia di Enemorina and Eaner, la popolazione affetta da HIV si attesta intorno al 5%.

* Fonti dati:

www.worldbank.org
www.unicef.org
www.unaids.org

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